CUCINARE PER GLI ALTRI? 5 MOTIVI PER FARLO PIU’ SPESSO

“La cucina ci ha dato il pasto e il pasto ci ha dato la civiltà”, disse Micheal Pollan al Boston Globe. Di mangiare non si può proprio fare a meno. È un bisogno primordiale quanto un piacere, indissolubilmente collegato all’eros. Dunque, cucinare è un piacere o un dovere?

Dipende dai giorni, dai ritmi di vita, dal budget a disposizione e dall’inclinazione di ciascuno. Ma è importante soprattutto sapere che cucinare, specie per gli altri, ha notevoli benefici per la propria persona.

Quali sono i vantaggi del cucinare per gli altri?

DIMINUISCE LO STRESS

Problemi quotidiani, fisici e/o emotivi, generano stress che in qualche modo deve essere gestito. Gli psichiatri affermano che l’espressione creativa e il benessere generale sono strettamente connessi. Lo stress, infatti, diminuisce ogni volta che diamo libero sfogo alla creatività mediante l’arte, gli hobbies e la cucina, ancor più quando si tratta di preparare i dolci.

GENERA CONSAPEVOLEZZA

Preparare dolci, spiega Donna Pintus professoressa di Psicologia e Neuroscienze alla Boston University, è una forma di comunicazione e di espressione di sé che genera consapevolezza. L’essere presenti e protagonisti dell’atto creativo richiede concentrazione che a sua volta apre all’introspezione e distrae la mente da pensieri tristi. Non a caso esistono terapie basate sui benefici di pratiche creative, basta pensare all’arteterapia, crioterapia, musicoterapia, e quella culinaria che rientra decisamente nel novero.

SODDISFA UN BISOGNO DI GRATIFICAZIONE

Il benessere che deriva dal cucinare dolci sta nel risultato finale e ancor più nel piacere che si prova nel condividerlo con gli altri. Vi è alla base un vero e proprio atto di generosità oltre che un desiderio di gratificazione. È un po’ come farsi le coccole, concedersi attenzioni sia sul piano nutrizionale, soddisfando il piacere di mangiar bene, che sul piano emotivo, rinforzando l’autostima. Ma cucinare per gli altri è molto di più.

RENDE FELICI GLI ALTRI

Come spiega Micheal AviShai, terapista della culinaria, mangiare è un bisogno primario perciò cucinare per gli altri oltre ad appagare tale bisogno primordiale suscita in chi si diletta ai fornelli il prendersi cura dell’altro, un modo di dimostrare affetto e sensibilità dedicandogli tempo ed energie.

GENERA LEGAMI

Ogni volta che si cucina per qualcuno inoltre si formano e si confermano legami, generando senso di appartenenza comunitario e accettazione sociale. Lo stare insieme a tavola mette tutti sullo stesso piano e sfrutta un clima più o meno informale propizio alle relazioni.

 

Nel paniere delle buone prassi anti-stress possiamo aggiungere la cucina golosa e condivisa. E tu che aspetti a lasciarti alle spalle una giornata pesante coccolandoti con nuovi amici e deliziosi manicaretti?


Rispondi

Resta in contatto con la community

Iscriviti ora e crea il tuo Evento!

CONTATTACI

X
CONTATTACI