CHEF A DOMICILIO: L’ESPERIENZA DI DONATO NOTARANGELO

È sempre più frequente sentire frasi del tipo “Il lavoro oggi te lo devi inventare”. Possiamo dire di essere abbastanza d’accordo, perché in un’epoca 4.0 in cui il trend dominante è la novità, l’immediatezza e ciò che funzionava ieri non è detto che funzioni anche oggi.

Il mondo del lavoro, infatti, sta vivendo senza sosta importanti evoluzioni facendo del web la sua piazza principale: dagli stores digitali alle piattaforme matching dei servizi più improbabili.

Tra queste, quelle degli chef a domicilio che hanno radunato appassionati dell’arte culinaria a più livelli. Una delle esperienze vincenti del nostro territorio è quella di Donato Notarangelo, che da cuoco per diletto – e per necessità – è diventato il braccio destro dello chef foggiano Nicola Russo.

Casereshow, ha avuto modo di conoscerlo e tra un boccone e l’altro gli ha rivolto qualche domanda.

Quando e perché ti sei avvicinato alla cucina?

Bella domanda! Ai fornelli mi ci sono avvicinato per fare di necessità virtù, come ogni fuorisede che si rispetti! Come molti ragazzi del sud, sono cresciuto con i profumi della cucina di mia madre e di mia nonna che mi hanno inculcato un concetto molto semplice: mangiare bene (e il più delle volte, tanto!) è una cosa normale! Perciò abituato ad uno standard abbastanza alto a tavola, ho deciso di rimboccarmi le maniche e sperimentare per soddisfare le mie necessità. 

Come nascono i tuoi piatti?

Molti dei miei piatti sono propri della tradizione locale e rivisitati in chiave personale, come del resto usa fare la stragrande maggioranza dei miei colleghi. 

La mia generazione, però, ha un grandissimo vantaggio: internet! 

Così, curiosando spesso su YouTube, ho scoperto delle ricette tanto semplici quanto buone che ho cercato di personalizzare e fare mie.

Hai affermato la tua notorietà grazie ai social e all’esperienza dello chef a domicilio. Cosa ti ha dato (e ti da’ ancora)?

La mia dimestichezza con i social mi ha aiutato ad entrare nel mondo degli chef a domicilio: un’esperienza che mi ha dato tantissimo da un punto di vista professionale e umano. Ringrazio per questo Anna Maria Bisceglia che mi ha voluto nel suo team. I social, come dicevo prima, mi hanno dato una grande mano consentendomi di attirare l’attenzione dello chef Nicola Russo. Chef a domicilio mi ha regalato l’amicizia con Annamaria e non solo e tante belle esperienze fra cui quella con Casereshow.

Come sei arrivato a lavorare al fianco di uno dei maggiori chef del nostro territorio?

Lo chef Nicola Russo prima di essere il mio datore di lavoro, era (ed è) il patron del mio ristorante preferito, nonché amico e compagno di corso (non tutti sanno che lo Chef è iscritto a scienze gastronomiche ma non ha tempo di studiare).

Ci siamo supportati a vicenda diverse volte ed è stato sempre a disposizione per consigli e aiuti.

Mi chiese di entrare nel suo team dopo una cena romantica con la mia fidanzata e non vi nascondo che è stata una grande, grandissima emozione! 

Cosa stai imparando?

Lavorare in un ristorante significa imparare tempi, tecniche, metodo. 

Significa imparare a sopportare stress e nervosismo.

Significa imparare a far sacrifici e rinunce per qualcosa di più grande e importante! 

Lavorare in cucina, lavorare nella cucina di un ristorante di livello non solo affina le idee e la tecnica, affina anche la strada che porta a diventare uomini.

Quale consiglio daresti a chi vorrebbe fare il tuo mestiere?

Rimboccarsi le maniche, avere tanto amore per ciò che si fa, ed essere pronti al sacrificio.

Se hai voglia di cucinare per qualcuno a domicilio, visita Casereshow.com, registrati e metti in gioco il tuo talento!

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