SE L’ARTE DIVENTA URBANA, LA CITTA’ SI TRASFORMA IN UNA GALLERIA DI OPERE “ORIGINALI”

Qual è il segno distintivo di un’opera d’arte? Qual è, come direbbe Benjamin, la sua aura?

Il concetto si basa sulla connessione tra l’arte e la percezione del mondo. La riproducibilità tecnica dell’opera d’arte ha mutato la percezione della realtà, poiché riproduce in serie l’opera, ma non tutte le sue proprietà: non può riprodurre la cosiddetta “aura dell’originale”, ossia una sorta di nebulosa che ne custodisce il senso, l’hic et nunc, la presenza stessa dell’opera mediante cui si rivela.

L’AURA SI FA (IN) STRADA

Se è vero che la tecnica ha “sfregiato” l’opera d’arte della sua essenza, è altresì vero che il mondo circostante rappresenta una galleria d’arte e ogni frammento di luoghi, oggetti e persone sono opere d’arte in essere. Basta pensare a quanto sono cambiati gli scenari urbani negli ultimi decenni: l’arte ha svicolato dai luoghi convenzionali per approdare in città, contaminando e fondendo paesaggi altri nell’opera stessa. È arrivata in strada, nei luoghi urbani, non convenzionali, palcoscenici gratuiti dove l’artista può esprimere la sua cifra e comunicare il suo sguardo sulla realtà delle cose incontrando un pubblico di massa e indifferenziato a cui rivolgere i propri messaggi.

ARTE URBANA

Parliamo di street art che, da pratica illegale e vandalica di spazi urbani, è riuscita ad affermarsi come espressione artistica al pari di quelle più tradizionali e ad essere riconosciuta come fenomeno socio-culturale (nel suo valore concettuale e nel suo essere strumento di riqualificazione urbana e culturale).

Con il termine di arte urbana generalmente intendiamo i cosiddetti graffiti o comunque, più in generale, opere murarie riprodotte con tecniche diverse in cui sono insite la subalternità alle regole e una certa visione decadente. Tuttavia questa connotazione così netta è venuta meno negli anni dovendosi, l’arte, adeguare a nuovi valori e di conseguenza maturare nuove esigenze espressive.

SALTIMBANCHI

Eppure, l’arte di strada è più antica di ciò che si possa immaginare, se la si considera come espressione artistica in luoghi pubblici. Le prime rappresentazioni sceniche appartengono al teatro popolare e risalgono all’antico Egitto, dove giocolieri e saltimbachi venivano ingaggiati da mercanti per attirare l’attenzione della gente sulle bancarelle di vasellame (con i loro spettacoli). Fino alla caduta dell’Impero Romano, questa prassi ebbe vita – senza impedimenti – nei luoghi di vita comune quali cortili, piazze, strade, ville superando la frequenza degli spettacoli svolti nei teatri. Quando però la Chiesa stigmatizzò la professione dell’attore e la messa in scena, considerati richiami al paganesimo, l’arte di strada subì una battuta d’arresto a partire dalla quale si reinventò per sopravvivere al nuovo contesto.

GIULLARI

Fu così che nel Medioevo la figura dell’attore si trasforma in quella di giullare (già esistente in epoca classica) che diviene sintesi di performance attoriali dal mimo al funambolo, dal lottatore al prestigiatore. Ma l’identità circense del giullare di lì a breve lasciò spazio ad una dimensione culturale più afferente agli ambiti della musica e della poesia, passaggio che denoterà poi le caratteristiche delle compagnie teatrali comunemente intese. A farne da capofila la Commedia dell’Arte il cui modello teatrale si è evoluto sino ad arrivare al teatro moderno a cui va il merito di aver dato struttura ai testi teatrali e alla professione artistica.

WHO’S THE ARTIST? / PROFILI ARTISTICI

Chi sono gli artisti di strada oggi? Qual è la loro interiorità? Ciascuno ha motivazioni personali diverse. Per alcuni è una forma critica di denuncia socio-culturale o politica, per altri la città è una tela bianca da inscrivere esprimendosi liberamente. Tra loro possiamo trovare senzatetto, viaggiatori di passaggio, chi ha fatto del vivere della propria arte da girovago uno stile di vita, chi studia e sceglie la strada come termometro per confrontarsi con gli altri artisti e conoscere nuove realtà, e altro ancora.

L’ORIGINALE ALLA RIBALTA

Dopo un periodo di pseudo-declino l’arte di strada è tornata alla ribalta. Le sue molteplici forme di espressione fatte di contaminazione e duro allenamento sono culturalmente apprezzate dai molti grazie anche alle iniziative delle amministrazioni comunali come festival, contest ed eventi all’insegna dell’arte di strada, ma ancor più alle disposizioni legate all’occupazione di luoghi pubblici a titolo gratuito.

Riprendendo il concetto benjamiano, esperire la bellezza dell’opera d’arte vis à vis, contemplarla, ci immerge in un rapporto estatico in cui l’aura dell’originale si lascia scorgere, interrogare dallo spettatore. Tutto ciò che sia tecnicamente riproducibile sulla tela urbana è originale, proprio come la performance live di un artista che può esibirsi più volte nello stesso repertorio, ma ogni esibizione sarà unica ed irripetibile: sarà un originale.

Organizzare un evento con una performance live ad esempio è un po’ come predisporre la gestazione di un’opera d’arte che l’artista darà alla luce.

Relazione, unicità, autenticità sono infatti le parole del cuore di Casereshow.

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